lunedì 31 maggio 2010

Brevetti e sviluppo di nuovi prodotti

La settimana scorsa ho avuto l'occasione di partecipare ad un convegno nel quale esperti internazionali hanno sottolineato ancora una volta l'importanza dei brevetti - se mai ci fosse stato il dubbio - come "strumento" di informazione tecnica al quale una moderna azienda, piccola o grande, non può sfuggire se vuole rimanere competitiva nel mercato internazionale.

Questo convegno, rivolto ad esperti di ricerche brevettuali, mi ha fornito un'importante occasione per un confrono di esperienze assieme ad altri colleghi. Da questo confronto è emerso come troppo spesso le imprese ed i ricercatori abbiamo una scarsa cultura sui temi della proprietà intellettuale. In particolare le imprese considerano il brevetto un documento di importanza esclusivamente legale in quanto assicura al detentore l'utilizzo esclusivo della soluzione brevettata e dunque dice sostanzialmente "quello che non può fare l'azienda".

In realtà questa visione assai parziale trascura il fatto che i brevetti sono principalmente documenti di natura tecnica e nel loro insieme rappresentano un formidabile "libro di ricette", una miniera di informazioni tecniche liberamente disponibili a chiunque: basta semplicemente saperle cercare correttamente !

Ad esempio, una ricerca brevettuale può individuare soluzioni già note in un certo settore della tecnica dalle quali i progettisti (non i legali !) possono attingere utili spunti come punto di partenza per lo sviluppo di un nuovo prodotto. Questo approccio pone le basi per lo sviluppo di una soluzione nuova ed originale per l'Azienda evitando di partire, come spesso accade, "dalla scoperta della ruota".

La ricerca brevettuale è dunque un elemento importante nel ciclo di sviluppo di un nuovo prodotto o di un progetto innovativo.

Nelle prossime settimane vi presenterò alcuni casi di aziende che effettivamente utilizzano i brevetti per il contenuto tecnico che essi hanno. Mi interessa condividere esperienze sui brevetti ed il ruolo che essi possano avere per accompagnare lo sviluppo di un nuovo prodotto.

Per chi non conoscesse il mondo delle ricerche brevettuali ho trovato un esempio interessante (brevetti sulla bicicletta !) sul sito della Camera di Commercio di Venezia.

In attesa del prossimo post è un buon punto di partenza !

Filippo Ghiraldo f.ghiraldo@bep.co.it

domenica 23 maggio 2010

L'ultimo 5%


"We concentrate on detail, because the last 5% is often the difference between success and failure."
La filosofia Cannondale (
qui)

Ogni prodotto è fatto da migliaia di dettagli che devono essere progettati in modo da realizzare una user experience vincente.
Come nel mondo dello sport la differenza tra vincere e perdere si gioca spesso sui centesimi di secondo, così in un mercato in cui vi è ampia disponibilità di prodotti simili, qualche dettaglio trascurato può fare la differenza tra un prodotto ottimo ed uno mediocre.
L'unico modo per realizzare prodotti vincenti è dunque quello di definirne i requisiti in modo dettagliato, coerente e preciso (sharp) prima di iniziare la progettazione. Tutto quello che non è definito o è ambiguo verrà infatti deciso dai progettisti durante la progettazione con obiettivi, sensibilità e criteri diversi, penalizzando sicuramente la user experience complessiva.

E' dunque necessario dedicare la massima cura alla definizione del prodotto prima di iniziarne la progettazione ed è utile seguire un metodo strutturato in questa fase iniziale dello sviluppo.
Esistono molti di questi metodi (ad es. QFD, voice of customer, conjoint analysis, ...) ed ogni azienda utilizzerà quello che sente più vicino al proprio modo di operare.

Nella mia esperienza vedo che è molto efficace utilizzare i seguenti passi:
- Analisi dell'esperienza di utilizzo del prodotto, per identificare i bisogni ed i desideri dei clienti partendo da come il prodotto verrà utilizzato (si veda:
Un semplice strumento per definire la user experience);
- Costruzione dell'albero delle funzioni e delle emozioni del prodotto, per strutturare ed organizzare quello che il prodotto deve "fare" per gli utilizzatori e le emozioni che deve suscitare (si vedano:
Ideare un nuovo prodotto o servizio vincente: l'albero delle funzioni e Ideare un nuovo prodotto o servizio vincente: l'albero delle emozioni);
- Definizione dei requisiti di prodotto, per definire il prodotto in modo completo e preciso prima di iniziare la progettazione.




Nei prossimi post descriverò in modo sistematico ed ordinato i tre passi necessari per definire un prodotto o un servizio vincente.

Maurizio Scabbia (maurizio.scabbia@gmail.com)


domenica 16 maggio 2010

Lasciati orientare!


Da Italia Oggi del 05 Aprile 2010

La situazione di complessità che caratterizza l’attuale mercato delle professioni rende preziosa l’attività di assistenza e sostegno realizzata tramite alcuni servizi di consulenza specializzata. L’orientamento ha la funzione fondamentale di garantire all'utente la possibilità di porsi in maniera ottimale di fronte ad una scelta, sviluppando capacità di auto – analisi e di valorizzazione del proprio bagaglio di competenze e imparando a gestire in maniera ottimale gli strumenti di candidatura (curriculum, lettera di presentazione, tecniche di gestione del colloquio di selezione).
Gli incontri di orientamento professionale potranno svolgersi in un contesto di gruppo e rientrare, ad esempio, in programmi ad ampio respiro, finalizzati al ricollocamento di persone inoccupate o “espulse” dal mercato del lavoro, se i destinatari presentino delle problematiche comuni, oppure potranno essere di tipo individuale: in quest’ultimo caso, il bisogno orientativo della persona sarà analizzato e troverà risposta, generalmente, mediante due o più incontri con il consulente che dovrà “tarare” il percorso da compiere insieme.
La prima tappa fondamentale consisterà nel sollecitare l’auto - valutazione, invitando l’utente a mettere in evidenza i propri punti di forza e a trovare opportune soluzioni relativamente ad eventuali lacune.
Saranno, successivamente, raccolte informazioni inerenti il mercato locale delle professioni, i settori di attività e le tendenze nell’immediato futuro, le opportunità occupazionali in linea con il profilo specifico e i percorsi formativi e/o di specializzazione correlati.
Dalla comparazione tra il proprio bilancio personale e professionale e le opportunità di carriera nel territorio emergeranno determinati obiettivi, motivazioni e, dunque, una specifica direzione di ricerca da seguire.
Il confronto con l’operatore promuoverà lo sviluppo dell’identità professionale e spronerà i destinatari dell’intervento alla differenziazione nel proporsi e alla sistematicità nel pianificare le attività da svolgere, i tempi da rispettare, i risultati da raggiungere.

Angelo Boccato – info@angeloboccato.it

mercoledì 5 maggio 2010

"OUR" boat is faster than mine: un esempio estremo di open innovation

Lunedì sera a Pordenone ho avuto l'opportunità di parlare con Giuseppe, ricercatore universitario ed ideatore di The Open Waterbike Project, che ha l'obiettivo di progettare e realizzare "biciclette" acquatiche ad alta efficienza in modo "open".
Intorno a questa idea e partendo da un'architettura di prodotto modulare, Giuseppe ha costruito e fatto crescere una community globale di progettisti, produttori, rivenditori e potenziali clienti. Ogni partecipante ha contribuito in modo assolutamente gratuito con le proprie idee ed i propri studi. I potenziali clienti hanno contribuito alla definizione dei requisiti, i progettisti hanno fornito i disegni di diversi moduli, un'azienda ha realizzato un primo prototipo... e lo sviluppo del prodotto sta proseguendo in modo "spontaneo".

E' molto interessante secondo me chiedersi se e come questo "esperimento" possa essere replicato in un contesto di business più tradizionale.E' chiaro che per ogni azienda poter ottenere collaborazione gratuita da parte di esperti in tutto il mondo sarebbe un grande vantaggio, dall'altro lato l'azienda deve rinunciare sia alla "proprietà" del prodotto ed anche al controllo stretto sui tempi di sviluppo.

Questi esperimenti sono molto importanti perchè anche il software open source sarebbe sembrato impossibile alcuni anni fa.

Che scenari si aprirebbero se per alcuni prodotti ci fossero progetti di questo tipo?
Quale sarebbe il ruolo delle aziende?

Mi piacerebbe sentire le vostre opinioni su questo argomento.

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