lunedì 30 agosto 2010

Aggiungi un posto a tavola !

Dovrò affrontare una selezione di gruppo e desidererei alcuni consigli pratici, poichè non ho mai sostenuto questo tipo di prova. Chiara, Roma


I colloqui di gruppo sono spesso prove utilizzate per valutare le capacità di relazione, di mediazione e decisionali (per esempio di figure commerciali, responsabili delle risorse umane, ecc.).

Trattandosi, generalmente, di un confronto di gruppo è utile in primo luogo individuare un metodo di discussione non rigido, che preveda un riepilogo della questione posta (approfondita punto per punto), l’individuazione di possibili alternative e l’approdo ad una decisione finale condivisa.

Sarà importante il fornire stimoli, l’essere concreti, rifacendosi ad esperienze vissute, evitare situazioni di stallo o sterili accanimenti.

La polemica (se costruttiva) sarà ammessa, ma l’aggressività si dovrà in ogni caso evitare.

Il “personaggio” valutato meno positivamente (ma sia chiaro che saranno le caratteristiche della figura ricercata a modificare i parametri di scelta), sarà colui che in modo invadente pretenderà di pilotare le decisioni, creando un clima di conflittualità.

Sarà importante, infine, il non spendere tutte le nostre energie nella prima parte della colloquio; spesso, infatti, sarà una seconda fase, legata alla presa di decisione a rivelarsi quella decisiva per una valutazione definitiva.

Anche il posto occupato al tavolo della discussione avrà un “ruolo” nell’influenzare la prestazione dei partecipanti. Accadrà spesso che vi sia un “capotavola” e non sarà raro che su questo perno centrale si focalizzi l’attenzione dei presenti e, dunque, il dibattito stesso.

L’insicurezza che frequentemente caratterizza questo tipo di prove si esprimerà nella ricerca di un punto di riferimento, il quale, non essendo stato designato a priori, ricadrà facilmente sulla persona “al centro” della scena.

Quest’ultima, anche suo malgrado, si sentirà investita di un ruolo di coordinamento, mentre chi occuperà posti alle ali estreme correrà più frequentemente il rischio di essere emarginato.

Da Italia Oggi del 08/06/2009
di Angelo Boccato – info@angeloboccato.it

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